Caso clinico: Gastroenterite e voglia di libertà

23.01.2013 09:52




Puccio è un cane meticcio di media taglia, senza coda, nato nel marzo del 2009, che soffre di gastroenteriti ricorrenti e problemi cutanei.

L’anamnesi rivela che è un  trovatello, era positivo a Rickettsia spp. ed ha sofferto di una debilitante infestazione da rogna sarcoptica nei primi 3 mesi di vita. Nel novembre 2009 iniziano problemi di conflitto gerarchico con il cane convivente, un maschio adulto intero.Nel gennaio del 2010 compaiono i problemi gastroenterici (diarrea e vomito ricorrenti, vomito da cinetosi). Nell’aprile 2010 viene sottoposto a castrazione chirurgica e subisce un grande spavento in ambulatorio. Successivamente, gli episodi di gastroenterite si fanno più frequenti, ed inizia a soffrire il caldo estivo. Alla fine del 2010 vive un periodo di grande stress in famiglia (proprietari nervosi e spesso assenti) e diventa restio ad uscire di casa. Le gastroenteriti si aggravano e compare anche un problema cutaneo diffuso (dermatite con croste che tardano a guarire). Nel marzo 2011 viene messo a dieta (eliminati latte, crusca e molte fonti proteiche)  e vi è un lieve miglioramento delle croste.

Lo visito nell’aprile 2011, riscontrando all’interno dei padiglioni auricolari e sul naso delle lesioni cutanee papulari rosse e lisce, pruriginose, congiuntive molto rosse e lieve scolo oculare giallognolo. Le feci in questo periodo sono morbide.

Puccio è un cane molto ansioso, spesso in stato di allerta quando è fuori casa, si distrae facilmente.

Ha una vera adorazione per il proprietario, dorme nella sua camera. Adora i bambini ma è irruento ed i proprietari non si fidano a lasciarlo solo con loro.

Diffida degli umani estranei, ringhia, abbaia, tende a “pizzicare” i glutei dei passanti che incrocia per strada.

Si sottomette subito al cane convivente, che però lo vessa in continuazione, convive pacificamente anche con una gatta ed ama giocare con gli altri cani.

Tende a vagabondare, talvolta è scappato di casa. Adora stare all’aria aperta, con temperature fresche e nelle aree verdi.

Tende a mangiare cibi grassi, saporiti, e rifiuti che trova per strada (vi si avventa) mentre il pasto normale viene mangiato poco alla volta, con fare guardingo. Dopo poche ore da un pasto inappropriato ha sempre vomito e diarrea, con urgenza, dall’odore acido.

Dopo le passeggiate al parco ha necessità di dormire, diventa aggressivo se il suo sonno viene disturbato. Ultimamente soffre molto il caldo, diventa “pigro”.

Dalla fine del 2010 è diventato restio ad uscire di casa al mattino presto. I proprietari devono svegliarlo con insistenza e trascinarlo fuori con fatica. Rimane “indolente” fino alle 13 circa. Se ha l’opportunità di correre libero in un parco, al mattino, si rianima velocemente. Di sera, al contrario, esce volentieri, si scatena nelle corse e torna a casa stremato...

Gli antiparassitari hanno su di lui una durata inferiore alla norma, si riempie di zecche con estrema facilità.

I proprietari non gestiscono in modo corretto i due cani: si sono rivolti ad un Educatore Cinofilo, che ha riscontrato errori di comunicazione e scarsa coerenza nell’imporre regole. Si sono presto scoraggiati ed ora sono preoccupati anche di alcune reazioni “strane” di Puccio, che si mostra sospettoso verso le persone e all’erta, soprattutto nelle uscite serali.

Come prima prescrizione viene dato un rimedio alla  30 CH.

Inizia un breve periodo di aggravamento e, a 1 mese dal primo rimedio, si notano alcuni piccoli cambiamenti.

Puccio ha un appetito capriccioso, scarso al mattino. E’ diventato più invadente nell’elemosinare cibo a tavola. Desidera la presenza fisica del padrone, lo segue ovunque, gli sta addosso anche se è molto caldo.

Quando rimane in città, sembra un “carcerato”, sembra triste, non vuole uscire e fare i consueti giri al guinzaglio per le strade. Se invece viene portato in aree verdi diventa esuberante e recupera energia. Tuttavia, l’esercizio fisico lo prostra, lo sfinisce.

Stavolta il trattamento antipulci dura un mese e non prende mai zecche.

Cambio leggermente la repertorizzazione e prescrivo un secondo tipo di rimedio alla 30 CH.

Dopo un breve periodo di maggior apatia, prostrazione da caldo, e agitazione, inizia un lento miglioramento.

Nell’ autunno 2011 si trasferisce con i proprietari a vivere in campagna.

Nel frattempo gli episodi di diarrea e di vomito non sono ricomparsi, la cute è guarita, l’appetito è sempre limitato ma non cerca più solo cibi saporiti.

Non soffre più il caldo come prima, rimane per ore sotto il sole anche in estate.

Nel 2012 sembra ormai un cane felice, non ha più scontri con l’altro cane, ama stare all’aria aperta, è molto attivo, non ricorre a cure veterinarie da oltre un anno, anche se ogni tanto mangia cibi poco adatti a lui.

Considerazioni

Puccio è un cane tendenzialmente socievole, insofferente alle costrizioni e con un grande bisogno di condurre una vita all’aria aperta. E’ molto sensibile alle vessazioni, ai rimproveri, ma ha bisogno di una figura di riferimento autoritaria e di una situazione gerarchica stabile e chiara, in famiglia.

Ha una grande insicurezza, che mostra con atteggiamenti di ansia, sospetto, attaccamento morboso al proprietario e reazioni aggressive inappropriate.

Lo stress e le frustrazioni hanno compromesso le difese immunitarie locali, ed il suo intestino reagisce con impeto a tutti i cibi molto grassi, speziati, ai latticini.

In questo caso clinico, l’azione dei rimedi è stata sinergica alla rimozione di un grosso ostacolo alla cura: il soggiorno in una città, la mancanza di libertà.

Puccio ha così recuperato la sua vitalità.