COME SOMMINISTRARE UN RIMEDIO OMEOPATICO ?

02.10.2014 17:19



SOMMINISTRARE UN RIMEDIO OMEOPATICO

La somministrazione del rimedio va effettuata sempre seguendo la prescrizione del veterinario. Anche quando si ha la tentazione di ridare lo stesso rimedio, perché è stato utile in passato, è meglio chiedere un consiglio, per evitare aggravamenti e complicazioni del caso.

I rimedi si trovano sotto forma solida (globuli, granuli) o liquida.

Nelle formulazioni in gocce, spesso è contenuta una percentuale di alcool ad uso alimentare, che può essere poco gradita da parte del paziente.

Nelle formulazioni solide spesso è presente anche lattosio.

Indipendentemente dalla prescrizione, il rimedio va sempre somministrato a digiuno o lontano dai pasti (almeno mezz'ora prima del pasto o due ore dopo), preferibilmente al mattino.

E' meglio dare il rimedio direttamente in bocca, per assicurarsi che venga assunto in dose sufficiente e solo dal paziente: evitate di diluirlo nella ciotola dell'acqua, se ci  sono altri animali o bambini in casa, salvo diversa indicazione del veterinario.

I granuli e i globuli non vanno maneggiati a mani nude e possono essere sciolti in acqua naturale (evitate bevande gasate, zuccherate o contenenti altre sostanze, latte).

I rimedi vanno conservati lontano da fonti di calore, umidità, radiazioni elettromagnetiche (non poggiateli vicino ai forni a microonde!), sostanze dall'odore o aroma forte (caffè, the, candeggina, canfora, ecc.).

La dose e la frequenza di somministrazione indicate nella prescrizione vanno scrupolosamente rispettate, per cui se il rimedio è da far assumere UNA sola volta, non ripetete la dose, anche se avete notato effetti benefici: chiedete consiglio al veterinario.

Se nella prescrizione è indicata la ripetizione della dose (ad esempio, tutte le mattine, per un mese), generalmente si tratta di un rimedio da somministrare in forma liquida, in modo da eseguire la DINAMIZZAZIONE prima dell'assunzione della dose (processo di SUCCUSSIONE).

La SUCCUSSIONE consiste nello sbattere il flacone su una superficie resistente ed elastica, per un determinato numero di volte (come se si "timbrasse"): il processo consente al rimedio di veicolare meglio l'informazione al liquido e quindi all'organismo, potenziando gli effetti terapeutici.